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venerdì 27 luglio 2018

Gli sgomberi a Roma. La perfidia del male

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di Paolo Ciani
Martedì sono state sgomberate dall'ex Fiera di Roma 36 persone. Tra loro 20 minori, 2 disabili adulti, 4 donne incinta. Non è stato uno sgombero improvviso: le famiglie si trovavano lì dal 2012, dove erano state collocate dal Comune di Roma durante "l'emergenza neve", in alcuni container forniti dall'amministrazione comunale unitamente ad alcuni bagni chimici.



Erano state avvertite da tempo dall'amministrazione che avrebbe dovuto restituire l'area libera da "persone e cose". E così si è avviata una fase di interlocuzione: "proviamo a trovare un'area alternativa" si sono sentiti ripetere le persone, "potremmo fare così; a no c'è quest'altra possibilità, vabbè vedremo..."; ma la conclusione di fondo era sempre la stessa: "state tranquilli, nessuno rimarrà per strada".

In realtà volevano solo ottenere che le famiglie lasciassero "docilmente" il luogo dove avevano vissuto – poveramente, ma dignitosamente – negli ultimi sei anni. E questo è avvenuto: nessuna sceneggiata, nessun giornalista, nessun ricorso. Le famiglie che preparano le povere cose e l'ennesimo funzionario del Comune che rassicura: "ora uscite da qui, poi venite in ufficio e troviamo una soluzione; potrebbe essere questa... o forse quest'altra...".

Tutto avviene in tranquillità, le famiglie escono, si recano al Dipartimento Politiche Sociali (sic.!) e dopo rapidi colloqui ne escono con un nulla di fatto: l'unica proposta è quella di dividere le famiglie. Donne e bambini da una parte, uomini dall'altra.

Una proposta che è una non proposta: sarebbe facile dire "da papà" (va molto di moda...) "non lo farei mai"; ma è una proposta stupida perché va contro la ragionevolezza e contro il diritto. E ogni operatore sociale sa, che è una proposta che i Rom non hanno mai accettato: serve solo a poter dire "abbiamo offerto, ma loro non hanno accettato".

Ciò che il Comune ha puntualmente comunicato via agenzia ieri sera. Ma a che servono "buone soluzioni proposte" se non risolvono le cose? Le soluzioni se non risolvono, non sono buone. Nel caso specifico, sono finte. Serve poi a riproporre un classico: "è colpa loro".

Ma le famiglie non si dividono, è sempre stata l'unica loro forza: stare insieme. "Il Comune di Roma non ha strutture di accoglienza per famiglie", mi è stato detto. E allora non sgomberiamole le famiglie! Soprattutto quando non è necessario. La perfidia del male è anche questo: l'inganno, la denigrazione e anche l'umiliazione.
Stanotte infatti quelle persone hanno dormito in strada (e chi sa quanto ancora dovranno dormirci), mentre le loro casette erano chiuse dietro a un cancello incatenato. Perché per restituire l'area "libera da persone e cose" si è partiti dagli esseri umani? Bambini, anziani, una donna con sindrome di down. Perché? Qualcuno oggi o un domani dovrà rispondere.

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