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lunedì 24 settembre 2018

Camerun. Violenze, terrore e uccisioni nella regione anglofona. Centinaia di morti tra civili e l'esercito. Migliaia di sfollati.

Corriere della Sera
Video con scene di fucilazioni e decapitazioni, 260 episodi di violenza con 400 civili e 160 membri delle forze di sicurezza assassinati. Il 2018 sarà ricordato come l'anno del terrore nella regione nord-occidentale del Camerun, la cui popolazione anglofona denuncia da due anni di sentirsi discriminata ed emarginata. 


Ma il tempo delle proteste pacifiche, salvo quelle delle donne per il cessate-il-fuoco, è terminato. Nella regione opera ormai stabilmente un gruppo armato separatista, le Forze di liberazione dell'Ambazonia.
Gli scontri con l'esercito camerunense sono all'ordine del giorno. Non si contano i casi di rapimenti, distruzioni di beni pubblici e privati, incendi di villaggi e assalti alle scuole. Gli sfollati interni e quelli che hanno trovato riparo in Nigeria sono migliaia

Dal paese africano arrivano video terrificanti. Alle riprese di un'esecuzione extragiudiziale avvenuta a luglio, ha fatto seguito un video diffuso dai separatisti che mostra la testa decapitata di un agente della gendarmeria lasciata in una pozza di sangue con accanto quelli che paiono gli organi genitali della vittima. 

Con le elezioni alle porte, è probabile un'ulteriore aumento della violenza: le Forze di liberazione dell'Ambazonia sono disposte a tutto pur di non far votare nella regione anglofona.

Riccardo Noury

Iran - 9 esecuzioni per uno stupro di una donna che aveva ritirato la denuncia

Fanpage
Nonostante la vittima avesse ritirato la denuncia, nove uomini, tutti sotto i 23 anni, sono stati condannati a morte. Inutili le proteste in strada dei familiari delle vittime. L'esecuzione è avvenuta nel carcere di Shiraz, nella provincia iraniana di Fars.

Giudicati colpevoli di aver stuprato una donna dopo essere entrati con la forza nella sua abitazione, 9 uomini sono stati impiccati nel carcere di Shiraz, nella provincia iraniana di Fars. Lo riportano oggi i media locali. Ali Alghasimehr, responsabile provinciale del dipartimento Giustizia ha riferito che nonostante la vittima avesse ritirato la denuncia contro i suoi aggressori il tribunale ha insistito affinché nei loro confronti fosse applicata la pena di morte.

Le agenzie di stampa statali hanno pubblicato i nomi dei condannati per stupro: Abdolkhalegh Safaie, Aliakbar Haghighi, Ali Shah Alian, Hamidreza Safaie, Behnam Roustaie, Ehsan Safaie, Mohammadreza Safaie, Davoud Zarèi e Mehdi Zamani. 

Gli uomini, tutti sotto i 23 anni, sono stati impiccati nonostante la vittima dello stupro avesse ritirato la denuncia. Le famiglie degli uomini si erano radunate in diverse occasioni, fuori dall'ufficio del governatore del villaggio "Ghir va Karzin", chiedendo l'interruzione delle sentenze di esecuzione nei confronti dei loro cari.



Il deserto che avanza e che spinge i migranti ambientali verso le nostre coste

Gloabalist
Gran parte dei migranti non sono economici, spiega Francois Gemenne, ma ambientali: scappano dalla desertificazione.

Si continua a sostenere che il motivo principale per l'aumento dei flussi migratori sia da ricercare nell'economia, ma Francois Gemenne, esperto in materia, sostiene che la ragione sta nel cambiamento climatico.
"La metà della popolazione africana subsahariana dipende completamente dall'agricoltura per la sua sussistenza" spiega Gemenne, "e ciò significa che la maggior parte di coloro che arrivano in Europa sono anche migranti ambientali. I cambiamenti climatici imporranno una ridistribuzione della popolazione mondiale e dobbiamo essere preparati a questo".

Ma ad oggi, i leader occidentali non concordano su una politica comune né sull'argomento migranti né sullo scottante problema del clima, calamità ridicolmente ignorata e che dovrebbe invece essere al primo posto dell'agenda di ogni governo del pianeta.

"Bisogna creare programmi di migrazione con rotte sicure e legali per coloro che vogliono venire in Europa" spiega Gemenne, "farne una crisi politica conviene ad alcuni governi perché sono in grado di trarne un beneficio personale".

domenica 23 settembre 2018

Pressioni italiane su Panama che cancellerà Aquarius dai registri navali, l'accusa è per non aver restituito alla Libia i migranti salvati

Ansa
SOS Méditerranée e Medici Senza Frontiere sono "sconvolte dall'annuncio dell'Autorità marittima di Panama di essere stata costretta a revocare l'iscrizione dell'Aquarius dal proprio registro navale sotto l'evidente pressione economica e politica delle autorità italiane.


Questo provvedimento condanna centinaia di uomini, donne e bambini, alla disperata ricerca di sicurezza, ad annegare in mare e infligge un duro colpo alla missione umanitaria di Aquarius". Così in una nota le due organizzazioni umanitarie.

SOS Mediterrannee e MSF chiedono all'Europa di permettere all'Aquarius di poter continuare ad operare nel Mediterraneo centrale e di far sapere alle autorità panamensi che "le minacce del governo italiano sono infondate o di garantire immediatamente una nuova bandiera per poter continuare a navigare". 

E' quanto chiedono le due Ong in una nota nella quale è riportata anche una dichiarazione di Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per Msf. "I leader europei - afferma Kleijer - sembrano non avere scrupoli nell'attuare tattiche sempre più offensive e crudeli che servono i propri interessi politici a scapito delle vite umane. Negli ultimi due anni, i leader europei hanno affermato che le persone non dovrebbero morire in mare, ma allo stesso tempo hanno perseguito politiche pericolose e male informate che hanno portato a nuovi minimi la crisi umanitaria nel Mediterraneo centrale e in Libia. Questa tragedia deve finire, ma ciò può accadere solo se i governi dell'Ue permetteranno all'Aquarius e alle altre navi di ricerca e soccorso di continuare a fornire assistenza".

Salvini,denuncerò ong che aiutano scafisti - "Denuncerò per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina chi aiuta gli scafisti". Lo afferma il Ministro dell'Interno Matteo Salvini che aggiunge: "Nelle ultime ore i trafficanti hanno ripreso a lavorare, riempiendo barchini e approfittando della collaborazione di qualche Ong. Tra queste c'è Aquarius 2, che poco fa ha recuperato 50 persone al largo di Zuara. Altri due gommoni, con a bordo 100 immigrati ciascuno, sarebbero in navigazione".

Aquarius 2 recupera 50 persone,altre 100 in arrivo - Aquarius 2 ha recuperato 50 persone al largo della Libia, più precisamente al largo della città di Zuara. A renderlo noto è il Ministro dell'Interno Matteo Salvini.
Salvini riferisce anche che Aquarius 2 sta per essere cancellata dai registri navali di Panama. La notizia era stata pubblicata due giorni fa dal quotidiano panamense La Prensa.

 "Per aver disatteso le procedure internazionali in materia di immigranti e rifugiati assistiti al largo delle coste nel Mediterraneo - si legge nell'articolo - l'amministrazione marittima panamense ha avviato l'iter per annullare d'ufficio la registrazione della nave "Aquarius 2", ex "Acquarius", con numero IMO 7600574. Questa nave ha registrato la prima immatricolazione in Germania e circa un mese fa è arrivata a Panama". 
"L'autorità marittima di Panama - riporta ancora la Prensa - ha riferito che la denuncia principale proviene dalle autorità italiane, che hanno riferito che il capitano della nave si è rifiutato di restituire gli immigranti e i rifugiati assistiti al loro luogo di origine". 
Nell'articolo si ricorda inoltre che già "l'amministrazione marittima di Gibilterra aveva negato il permesso di 'Aquarius' di agire come un battello di emergenza e anche nel mese di giugno e luglio di quest'anno, ha chiesto formalmente che 'sospenda le sue operazioni' e ritorni al suo stato di registrazione originale come 'nave oceanografica'".

Galantino, strano parlare di migranti in dl sicurezza - "A me sembra strano che si parli di immigrati all'interno del decreto sicurezza. Inserirlo lì dentro significa giudicare già l'immigrato per una sua condizione", "per il suo essere immigrato e non per i comportamenti che può avere. E' un brutto segnale sul piano culturale, perché si tratta di un tema sociale che va affrontato nel rispetto della legalità ma non possiamo considerare la condizione degli immigrati come una condizione di delinquenza". Lo ha detto a "Stanze Vaticane" di Tgcom24, Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale Cei.

ONU - Denuncia violazioni dei diritti umani in Nicaragua per la violenta repressione che ha causato 400 morti

Treccani
La situazione del Nicaragua è sotto l’attenzione dell’ONU; il 18 settembre il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite si è riunito a Ginevra ponendo la crisi nel Paese centroamericano all’ordine del giorno dopo che la Commissione permanente dei diritti umani nicaraguense (CPDH) ha denunciato la violenta repressione – con uccisioni, arresti e torture – da parte del governo di Daniel Ortega delle manifestazioni che si susseguono ormai da cinque mesi. 

Adolfo Jarquín Ortel, che ha partecipato alla riunione di martedì 18 in rappresentanza ufficiale del Nicaragua, ha negato le violazioni, sostenendo che gli scontri sono solo atti vandalici frutto di una campagna contro il governo. 

Del resto Managua si è sempre opposta con decisione a qualsiasi ingerenza da parte dell’ONU: il 31 agosto era stata espulsa dal Paese la missione delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo, dopo che era stato pubblicato un rapporto dell’Alto commissariato ONU per i diritti umani che denunciava un «uso sproporzionato della forza» da parte delle autorità, un tema che è stato poi oggetto di discussione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, lo scorso 5 settembre.

Le proteste e i disordini sono iniziati in aprile a seguito di alcune riforme socioeconomiche del governo e le manifestazioni, represse con la forza, si sono trasformate in veri e propri scontri che hanno causato un numero altissimo di morti: oltre quattrocento secondo organizzazioni non governative, circa duecento secondo fonti ufficiali.

Sant'Egidio - Corridoi Umanitari: arrivati in Belgio altri 29 profughi siriani dalla Turchia

www.santegidio.org
All’aeroporto di Bruxelles-Zaventem, sono giunti oggi 29 profughi siriani dalla Turchia, grazie ai corridoi umanitari. Il nuovo gruppo, composto da 22 adulti e 7 minori, verrà accolto dalle strutture messe a disposizione dalle diverse associazioni belghe che hanno aderito.


I corridoi umanitari – promossi in Italia, Francia, Andorra e Belgio dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con diverse confessioni religiose – hanno permesso finora l’arrivo in Europa di quasi 2000 persone in condizioni di “vulnerabilità”: famiglie con bambini, anziani e malati.

Fonte: www.santegidio.org

Liberati dopo 20 giorni di carcere 6 pescatori tunisini che avevano salvato 14 migranti: "Non sono scafisti"

Il Giornale di Sicilia
Il tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata il 2 settembre scorso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto nei confronti dei 6 componenti l’equipaggio del peschereccio tunisino, arrestati il 29 agosto dalla guardia di finanza.

Il peschereccio tunisino mentre porta in salvo i 14 migranti a bordo di un barchino
Erano accusati di aver favorito l’immigrazione clandestina, trainando un barchino con migranti. I sei sono stati immediatamente scarcerati. Si sono sempre difesi sostenendo d’aver salvato i 14 migranti che vagavano su un barchino al largo di Lampedusa.

La richiesta di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere era stata avanzata dall’avvocato Salvatore Cusumano, legale di fiducia del comandante Chamseddine Bourassine, e dagli avvocati Leonardo Marino e Giacomo La Russa.

Ieri, mentre al tribunale del Riesame si è svolta l’udienza, ad alcune decine di metri dal palazzo di giustizia di Palermo hanno manifestato - per sollecitare la scarcerazione dei pescatori tunisini - alcune decine di militanti di associazioni di volontariato.


Il video del salvataggio