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sabato 17 giugno 2017

Migranti, l'ira Unicef dopo gli sgomberi di Roma: decine di bimbi in strada

Globalist
Andrea Iacomini il portavoce Unicef: "È questa la risposta "francescana" della Sindaca Raggi al ‘problema’ dei migranti? Occorre protezione oltre i calcoli elettorali".

“Quello a cui abbiamo assistito è inaccettabile: a Roma, sotto i nostri occhi, decine di bambini con le loro famiglie sono stati lasciati in strada a seguito dello sgombero operato in via Vannina, in zona Tiburtina. – Lo dichiara Andrea Iacomini, Portavoce dell’Unicef Italia –Qui, in due capannoni fatiscenti, avevano trovato rifugio circa 500 richiedenti asilo, di cui famiglie con bambini anche molto piccoli, che vivevano in situazioni limite ma che avevano iniziato un percorso di accoglienza. 

È questa la risposta "francescana" della Sindaca Raggi al ‘problema’ dei migranti? Lasciare che decine di bimbi che hanno bisogno di protezione e aiuto vivano in strada"?

“Ci sono centinaia di persone accampate lungo le strade romane – continua Iacomini- bambini che piangono, che giocano con le poche cose che sono riusciti a prendere prima dello sfratto, prima che la loro casa fosse sigillata col filo spinato. I bimbi in strada sono esposti a mille rischi, inutile negarlo. Ci auguriamo che l'Assessore Baldassarre, che sappiamo sensibile su questo tema specifico intervenga al più presto per risolvere questa emergenza dimostrando umanità e lungimiranza. Non possiamo credere ad una sua adesione serena alle recenti affermazioni di Grillo e Raggi sul tema dei migranti.”

“Attendiamo anche speranzosi di conoscere su questa situazione la posizione del PD romano, (non solo quella esplicitata giorni fa da Renzi) – conclude Iacomini- forse troppo impegnato in questi giorni in una dura battaglia congressuale interna dalla quale speriamo emerga un sostegno forte a protezione di chi fugge da fame povertà guerre e carestia. È il momento di scegliere da che parte stare. Con i bambini che fuggono dal terrore o con chi alza muri solo per fini elettorali. Il coraggio delle scelte va oltre la perenne campagna elettorale del nostro paese.”

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