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domenica 18 giugno 2017

Italia - Al carcere duro ci si suicida di più. Sono 3,5 volte di più.

Il Dubbio
Studio dell'Osservatorio permanente sulle morti in carcere: sono 3,5 volte maggiori rispetto al resto della popolazione detenuta


Nella sentenza Cedu del 17 settembre 2009 sul caso "Enea contro Italia", la Corte sottolinea che le condizioni di detenzione di una persona malata devono garantire la tutela della sua salute.

Casi di suicidi, morti per malattia, disturbi psichici. In 41 bis, secondo uno studio dell'Osservatorio permanente sulle morti in carcere, la frequenza di suicidi tra i detenuti è 3,5 volte maggiore rispetto al resto della popolazione reclusa. 
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Tanti sono i casi di morte in carcere. C'è il caso di Feliciano Mallardo, condannato in primo grado a 24 anni per estorsione aggravata e associazione camorristica, che morì in regime di 41 bis nonostante soffrisse di diabete, insufficienza renale, problemi cardiaci e con un cancro polmonare scoperto quando aveva già raggiunto i sette centimetri di massa ed una metastasi al fegato. Oppure il caso di Palmerino Gargiulo, ergastolano sottoposto al regime del 41 bis, che fu ritrovato impiccato nel carcere di massima sicurezza del Cerialdo di Cuneo. Utilizzò una corda rudimentale fatta di lenzuola e lacci.

Attualmente ci sono diversi casi che Il Dubbio ha segnalato. La storia dei tre detenuti ultranovantenni che attualmente sono in regime del 41 bis al carcere di Parma, tra i quali uno che soffre di diverse patologie come l'Alzheimer e ci si chiede come mai possa ritenersi ancora pericoloso e lucido, tale da giustificare il regime duro. Altro caso emblematico riguarda la storia di Vincenzo Stranieri, ex boss della sacra corona unita, che presenta gravi patologie come il tumore alla faringe e viene alimentato con un sondino: infatti, attualmente recluso al carcere milanese di Opera, fa andirivieni tra il carcere e l'ospedale di San Paolo.
Ovviamente sempre in regime di 41 bis. In realtà avrebbe già da tempo finito di scontare la sua pena, ma il ministero della Giustizia ha deciso di internarlo per altri due anni. Anna, la figlia di Stranieri, sta conducendo una battaglia giudiziaria per ottenere almeno la revoca del 41 bis, vista la sua vistosa incompatibilità con tale regime. Chiede di poterlo almeno abbracciare o dargli una carezza, ma non può farlo: c'è sempre il vetro divisore a separarli.

di Damiano Aliprandi

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