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domenica 21 maggio 2017

Marcia pro migranti. A Milano in centomila per abbattere i muri e costruire ponti

Avvenire
Adesioni da 70 Comuni e 700 associazioni. Sant'Egidio: i corridoi umanitari funzionano. Colori e allegria, anche se non sono mancati momenti di tensione dovuti ai soliti noti.


Insieme per dire no ai muri. O, come ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, per essere «costruttori di ponti». Anche perché, ha aggiunto il primo cittadino del capoluogo lombardo, «di fronte al tema epocale delle migrazioni non ci si può girare dall’altra parte. Lavoro ogni giorno per costruire una grande Milano, ma questo non avrebbe senso se si perdesse l’anima solidaristica della città». Affermazione che ha raccolto subito il gradimento del premier. «Grazie #Milano, sicura e accogliente», ha scritto su Twitter Paolo Gentiloni.

Sala assieme al presidente del Senato Pietro Grasso e ad Emma Bonino hanno aperto la grande marcia pro migranti, che ieri si è snodata per le vie del centro di Milano, da Porta Venezia fino a piazza del Cannone, tra il Castello Sforzesco e il Parco Sempione. Decine di migliaia di cittadini – gli organizzatori parlano di almeno 100mila persone – hanno voluto così ripetere a Milano quanto fatto a Barcellona, quando alcune settimane fa 160mila cittadini sono andati in piazza per chiedere al governo spagnolo una politica favorevole ai migranti.

«Questa manifestazione – ha detto il presidente del Senato – è un messaggio alla Ue: accogliere è un dovere. Chi è nato qui e studia qui è italiano. Dobbiamo dire stop ad ogni tipo di muro». Oltre alla manifestazione Grasso ieri si è recato anche in Questura dove ha ribadito anche un altro concetto: «L’accoglienza genera più sicurezza nelle città».
Venerdì il presidente del Senato era anche andato all’ospedale Sacco a visitare il militare e il poliziotto rimasti feriti nell’aggressione di giovedì alla Stazione centrale, fatto su cui indaga l’antiterrorismo. «Questa è la Milano dell’integrazione e della legalità», ha detto dal palco l’ex ministro Emma Bonino, rilanciando uno dei temi della manifestazione ovvero l’abrogazione della Bossi-Fini.

Il corteo, coloratissimo, è stato un coro unico nel dire, come recitava il titolo della manifestazione, «insieme senza muri». Alla marcia a sostegno dell’accoglienza hanno aderito 700 associazioni, oltre 70 sindaci, organizzazioni sindacali e caritatevoli come la Casa della Carità di don Virginio Colmegna. Oltre alle Acli, alle strutture del volontariato e della cooperazione sociale e anche personalità del mondo dell’arte e delle professioni. Presenti anche i politici: come Barbara Pollastrini, Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani. Ma tra i temi del corteo c’era anche una critica al decreto Minniti, ritenuto da molti eccessivo. Un’istanza che è arrivata solo da una parte dei manifestanti ma che durante la giornata si è resa visibile generando non poche tensioni, come una contestazione dei centri sociali al Pd. Momenti di frizione soprattutto verso il sindaco e i membri della sua giunta come Carmela Rozza e la vice sindaco Anna Scavuzzo, che ha rischiato una vera aggressione.

Contestato anche il promotore della marcia: l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, che inserendosi nella dialettica nazionale del Pd aveva raccolto l’appello del ministro Andrea Orlando che a sua volta aveva lodato la marcia di Barcellona come elemento di unità dei dem. E sull’applicazione del decreto Minniti rimane divisa anche la giunta, che conta più di una posizione, con Majorino ad esempio prima rigido verso il testo del ministro e poi negli ultimi giorni un po’ più morbido.

Sicuramente la manifestazione è stata compatta contro le critiche ricevute dal centrodestra. Da Matteo Salvini per esempio, anche se lo stesso leader del Carroccio è stato contestato ieri al quartiere San Siro da gruppo di migranti e da ragazzi dell’area antagonista. «Io credo – ha detto Sivio Berlusconi – che questa iniziativa abbia un po’ delegittimato le forze dell’ordine che hanno fatto quella operazione per quanto riguarda gli immigrati stranieri presenti attorno alla nostra Stazione Centrale. Io personalmente non l’avrei fatta». «Meglio le contestazioni che l’annullamento della marcia come qualcuno aveva chiesto», ha replicato Sala.

Al corteo anche la Comunità di Sant’Egidio e il movimento Genti di Pace. Sant’Egidio ha ribadito «l’esistenza di alternative alle morti nel Mediterraneo», come dimostra il progetto-pilota dei "Corridoi umanitari" realizzato dalla Comunità con la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e la Tavola Valdese. Ad oggi sono circa 900 le persone già arrivate nel nostro Paese in sicurezza (aereo) e in modo legale (visto umanitario).

Davide Re

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