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lunedì 8 maggio 2017

Iran - Pena di morte - Almeno 90 minori nel braccio della morte

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Almeno 90 prigionieri del braccio della morte in Iran hanno meno di 18 anni, ha affermato un gruppo di esperti dell'ONU che chiede alle autorità di Teheran di porre fine immediatamente all'esecuzione di minorenni al momento della condanna.


Tre esperti delle Nazioni Unite - Asma Jahangir, relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica Islamica; Agnes Callamard, relatore speciale sulle esecuzioni extragiudiziarie, sommarie o arbitrarie; e Benyam Dawit Mezmur, presidente della Commissione per i diritti del Fanciullo, hanno avanzato la loro richiesta alla fine della settimana scorsa, dopo aver appreso che un uomo che aveva 15 anni al momento della condanna sarà impiccato la settimana prossima.
Peyman Barandah aveva appena 15 anni quando fu condannato a morte nel 2012 per aver accoltellato a morte un adolescente. La sua esecuzione è prevista per il 10 maggio.
L'annuncio della data è giunto dopo che un'altra esecuzione - quella di Mehdi Bohlouli che aveva 17 anni quando fu condannato a morte nel 2001, anche lui per aver mortalmente pugnalato un uomo - è stata fermata poche ore prima dell’orario previsto, il 19 aprile. Non è chiaro quando l'esecuzione di Bohloudi sarà praticata.

"Siamo sgomenti per l'aumento senza precedenti nel numero di casi di esecuzione di minori in Iran", hanno detto gli esperti in una dichiarazione. "La sofferenza psicologica inflitta agli adolescenti che passano anni in carcere con una condanna a morte è spaventosa, e rappresenta una tortura e un maltrattamento".
Chiedendo che entrambe le esecuzioni vengano "fermate immediatamente" e le sentenze di morte vengano annullate, i tre esperti hanno anche invitato l'Iran a "commutare senza indugio tutte le condanne inflitte ai minorenni".
Gli esperti hanno detto che i due casi portano a sei il numero di minori la cui esecuzione è stata fissata in Iran da gennaio, comprese due condanne a morte già eseguite. Hanno aggiunto che mentre nel 2016 il governo iraniano ha assicurato al Comitato delle Nazioni Unite per i diritti del Fanciullo che un emendamento del 2003 al codice penale che apre la possibilità per i minori condannati a morte di essere riprocessati sarebbe stato applicato sistematicamente a tutti i minori condannati a morte, "queste promesse non sono state mantenute".
Hanno osservato che, ratificando sia il Patto internazionale sui diritti civili e politici che la Convenzione sui diritti del fanciullo, l'Iran si è impegnato a tutelare e rispettare il diritto alla vita dei minorenni, nonché a mettere fuori legge la pena di morte per i minori di 18 anni.
"Qualunque ipotesi che una ragazza di nove anni o un ragazzo di età superiore ai 15 anni possa essere considerato abbastanza maturo per essere condannato a morte, infrange i principi fondamentali della giustizia minorile e viola entrambi i trattati", hanno detto. "Inoltre, qualsiasi condanna a morte emessa in violazione degli obblighi internazionali del governo, in particolare il suo dovere di istituire un sistema giudiziario minorile in linea con gli standard internazionali per i diritti umani, è illegale ed equivale ad un'esecuzione arbitraria".

Fonti: sightmagazine.com.au

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