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venerdì 26 maggio 2017

Alabama - Scampò al boia sette volte: ma alla fine eseguita la pena di morte di Tommy Arthur

Globalist
Tommy Arthur condannato per la morte di un uomo nel 1982: i suoi legali avevano sempre trovato cavilli per rinciare l'esecuzione



Nulla da fare, purtroppo per lui: era stato soprannominato "Houdini" perché per ben sette volte era riuscito ad evitare il boia con vari appigli legali. Ma dopo l'ennesimo rinvio, per Tommy Arthur non c'è stato più nulla da fare e lo hanno fatto morire con una ineazione letale. Aveva 75 anni.
Arthur era stato condannato a morte nel 1983 dopo aver ucciso un uomo su commissione della moglie di quest'ultimo: per 33 anni, i suoi legali hanno cercato di convincere praticamente tutti i tribunali dell’Alabama e quelli federali d’appello che Arthur è innocente dell’omicidio per il quale è stato condannato a morte.
Una delle ultime carte da giocare fu quella di contestare il metodo d’esecuzione in quanto la nuova miscela di farmaci (sperimentata una sola volta in Alabama, nell’esecuzione di Christopher Brooks) avrebbe potuto dar luogo a una morte crudele, come già successo in passato in altri stati degli Usa.
La Corte suprema federale aveva esaminato una serie di ricorsi contro i nuovi protocolli dell’iniezione letale stabilendo che spetta al condannato a morte indicare un metodo alternativo che sia “praticabile e attuabile in tempi rapidi” e riduca significativamente il rischio di infliggere grave dolore fisico alla persona che sta per essere messa a morte.

Gli avvocati di Arthur hanno allora proposto il plotone d’esecuzione: si trattava evidentemente di una strategia legale, giacché l’obiettivo è che il loro cliente non venisse messo a morte in alcun modo.
Poi nulla hanno potuto i cavilli legali. 'Houdini' è stato ucciso

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