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giovedì 6 aprile 2017

Venezuela nel baratro - Violenti scontri tra manifestanti contro governo Maduro e polizia

Osservatore Romano
È degenerata in una serie di violenti scontri la manifestazione di protesta convocata ieri dall’opposizione venezuelana a Caracas. La polizia ha impedito ai manifestanti, tra i quali anche il presidente dell’Assemblea nazionale, Julio Borges, di raggiungere la sede del parlamento. Di qui il degenerare degli scontri, con gruppi filogovernativi che hanno aperto il fuoco contro il corteo. 


Nel parlamento, controllato dall’opposizione antichávista, si sarebbe dovuta tenere una sessione per aprire il procedimento di rimozione dei magistrati della corte suprema, vicina al governo chávista, che nei giorni scorsi avevano sottoscritto una sentenza, poi ritirata, nella quale attribuivano all’alta corte le funzioni costituzionali del potere legislativo.

Già dalle prime ore del mattino, però, si capiva che le cose non sarebbero andate per il verso giusto: le vie di accesso a Caracas erano bloccate dalla polizia e dalla guardia nazionale, una decina di stazioni della metropolitana erano chiuse e il centro della capitale era completamente militarizzato. 

I manifestanti hanno dovuto affrontare le forze dell’ordine a ogni passo: la tensione è sfociata più volte in cariche e scontri. Come detto, il momento critico è stato quando i manifestanti hanno raggiunto la sede del parlamento e Borges, insieme ad altri deputati, hanno cercato di entrare. 

La polizia è intervenuta con gas lacrimogeni e nuove cariche. A quel punto i manifestanti hanno ripiegato verso l’autostrada Francisco Fajardo, che attraversa l’intera Caracas, ma si sono scontrati con gruppi paramilitari legati al governo, che avrebbero aperto il fuoco contro il corteo. Un dirigente studentesco universitario è stato ferito da due spari ed è stato subito ricoverato. Secondo diverse fotni, ci sarebbe anche un altro manifestante ferito.

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