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martedì 11 aprile 2017

Rapporto Annuale 2017 del Centro Astalli sui rifugiati e migranti

Centro Astalli
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Sintesi del Rapporto
Lo sforzo dell’accoglienza: un processo ancora incompiuto 
La chiusura, sia pur non totale, della rotta balcanica ha concentrato sulla rotta del Mediterraneo centrale la maggior parte degli arrivi via mare dei migranti forzati. Allo stesso tempo, il ripristino dei controlli alle frontiere interne dell’Europa fa sì che la maggior parte dei migranti che arriva nel nostro continente resti in Italia. Nel corso del 2016 sono sbarcate in Italia 181.436 persone, di cui 25.772 minori non accompagnati. Le richieste di protezione internazionale presentate nel nostro Paese nel corso dell’anno sono state 123.000.

Ormai tutti i richiedenti asilo allo sbarco vengono distribuiti in tutte le regioni d’Italia e il sistema di accoglienza nazionale ha registrato alla fine del 2016 un totale di presenze pari a 176.554 persone. La maggior parte di questi posti però continua ad essere offerta da centri di accoglienza straordinaria (CAS) che non sempre prevedono lo stesso livello di servizi mirati all’integrazione e soprattutto non prevedono un coinvolgimento diretto dei Comuni in cui si trovano. Il Centro Astalli, che gestisce sia centri di accoglienza straordinaria (a Trento, Vicenza, Grumo Nevano - NA) che centri SPRAR (a Roma, Trento, Vicenza, Palermo), auspica che la rete SPRAR, che alla fine del 2016 accoglieva appena 23.822 persone, diventi al più presto l’unico sistema di accoglienza per richiedenti e titolari di protezione internazionale, affinché a tutti gli accolti possa essere garantito un efficace supporto all’integrazione, secondo standard uniformi.
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