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domenica 2 aprile 2017

Tragedia migranti: ONG, in 15 anni almeno 46 mila vittime in mare

AnsaMed
Catania - ''Ogni giorno registriamo delle tragedie in mare. E' stato registrato dalle organizzazioni, in particolare dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, che negli ultimi 15 anni sono state conteggiate 46 mila vittime in mare. 

Mentre questo dramma avviene, le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo centrale non sono assolutamente adeguate e sufficienti per rispondere alle dimensioni di questa tragedia umanitaria''. 
Lo ha detto la co-fondatrice e vice-Presidente di Sos Mediterranee e direttore generale di Sos Mediterranee Francia Sophie Beau incontrando i giornalisti a bordo della nave Aquarius. 

Nessun legame con Libia

''Noi non abbiamo alcun tipo di collegamento con le persone che sono coinvolte dal lato della Libia nelle operazioni di partenza dei migranti e non abbiamo alcun tipo di legame con loro. La ragione per cui siamo presenti quando ce ne è bisogno e sappiamo dove sono le navi è perché è documentato che le imbarcazioni in difficoltà si trovano nella cosiddetta 'Sar zone', quindi una zona ben precisa'', ha aggiunto Beau.
Alla domanda di un giornalista che le ha chiesto se abbiano mai ricevuto richieste di soccorso dalla Libia o dalle stesse imbarcazioni di migranti, Beau ha risposto: ''Assolutamente no.
Mai, in nessuna circostanza, abbiamo mai ricevuto direttamente dalla Libia questo tipo di richiesta di soccorso".
''In un anno - ha aggiunto Beau - abbiamo acquisto anche l'esperienza e la documentazione necessaria per capire come, dove e quando andare a recuperare profughi tenendo anche presente che è fondamentale arrivare il prima possibile. Anche un'ora può fare la differenza. Quello che è stato dimostrato è che in linea di massima sono 10-15 le ore che a una persona in quelle condizioni può sopravvivere in mare". 

All'incontro con i giornalisti hanno preso parte la Presidente Sos Mediterranee Italia Valeria Calandra, il capo missione, ricerca e soccorso nel Mediterraneo di Medici senza Frontiere Ellen van der Velden, il vice coordinatore ricerca e soccorso dell'Aquarius Nicola Stalla e il medico di Medici Senza Frontiere Conor Kenny, che opera a bordo della Aquarius.

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