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venerdì 7 aprile 2017

Marocco. Le donne finiscono in carcere per adulterio

Corriere della Sera
Una relazione extraconiugale, come tante altre, è costata il carcere a una dirigente marocchina, Hind El-Achabi, 38 anni, presidente della Dalia Air, una compagnia aerea per gente facoltosa che non vuole viaggiare sui voli di linea. Siamo nel 2017 ma in Marocco l'articolo 490 del Codice penale prevede fino a un anno di detenzione per chi ha rapporti sessuali fuori dal matrimonio. 

Hind El-Achabi
La pena viene raddoppiata nel caso in cui la persona sia sposata e venga denunciata dal coniuge. Ed è stato proprio il marito di Hind, l'ambasciatore kuwaitiano in Austria Sadiq Marafi, ad accusare la moglie di corruzione, tradimento e frode alla procura di Rabat lo scorso giugno. 

La sentenza, arrivata solo in questi giorni, è stata mite per l'imprenditore Mohsine Karim Bennani e dura per lei. Sette mesi per l'uomo che ha ottenuto la sospensione della pena e due anni per la donna d'affari che è rinchiusa da giugno nel carcere di Salé, a Nord di Rabat.
La vicenda ha suscitato grandi polemiche in Marocco perché è l'ennesimo esempio della condizione subordinata della donna e della grande disparità di genere nell'applicazione della legge. Ad El-Achabi è stata comminata una pena tre volte superiore a quella del suo amante nonostante lei e il marito fossero separati di fatto dal 2014 e lui stesse insistendo per il divorzio. "Indignatevi" è il titolo dell'articolo che la scrittrice marocchina Leila Slimani ha pubblicato sul sito francese Le360. "
Nel nostro Paese, che ha firmato convenzioni internazionali, che non smette di parlare del suo attaccamento al processo democratico, che si vanta di essere un modello di apertura e di diversità, una donna è condannata alla prigione per adulterio. E senza che nessuno protesti" scrive la scrittrice vincitrice del Premio Goncourt con il romanzo Chanson Douce (che uscirà in primavera per Rizzoli con il titolo Ninna Nanna).
Ma il punto è proprio questo: in Marocco nessun partito politico ha in programma di cambiare una legge che non rispetta il diritto alla privacy garantito sia dalla Costituzione del 2011 che dalla Convenzione Internazionale sui diritti civili e politici ratificata da Rabat nel 1979. Il caso di Hind El-Achabi è solo l'ultimo di tanti. A volte la legge viene usata per liberarsi di scomodi oppositori come è successo al giornalista Hicham Mansouri condannato a 10 mesi di prigione nel 2015 perché trovato in casa con l'amante. 

Per lui si mosse, inutilmente, Human Rights Watch. Ma le vittime principali rimangono le donne come sostengono anche le Nazioni Unite. "Il mio sesso non mi appartiene - ha scritto Leila Slimani su La Lettura. Avevo 16 anni quando per la prima volta l'ho pensato. Appartiene a mio padre, a mio fratello. Un giorno apparterrà a mio marito. E per tutta la mia vita Dio, lo Stato, la folla avranno un diritto su di esso". In Marocco, dice, è ora "di cambiare queste leggi medievali".

di Monica Ricci Sargentini

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