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mercoledì 12 aprile 2017

Interrogazione parlamentare: Perché i bambini continuano a restare in prigione?

Ansa
La condizione della cinquantina di bambini tuttora detenuti con le loro madri, restano completamente inapplicate.


"È dalla condizione delle carceri che si misura lo stato di salute di una democrazia. Se non riusciamo nemmeno a garantire alle 2.818 detenute assorbenti, prodotti per l'igiene intima e una adeguata assistenza ginecologica e pediatrica, quando hanno un figlio, direi che la democrazia ha davvero fallito"

Così il Senatore Francesco Campanella (Sinistra Italiana) che insieme al collega Fabrizio Bocchino ha presentato questa mattina un'interrogazione urgente al Ministro della Giustizia, sollecitata dalla denuncia del programma "Radio Carcere", condotto da Riccardo Arena su Radio Radicale.

"La cosa più grave è che le misure per migliorare la condizione della cinquantina di bambini tuttora detenuti con le loro madri, restano completamente inapplicate", prosegue il Senatore. Secondo quanto disposto dalla legge 21 aprile 2011, n. 62, in vigore dall'1 gennaio 2014, le madri dovrebbero scontare la pena con i loro figli fino al compimento del sesto anno di vita del bambino, non più solo fino al terzo e non in carcere, facilitando l'accesso delle madri alle misure cautelari alternative e prevedendo che la pena sia scontata in istituti a custodia attenuata, "luoghi colorati, senza sbarre, a misura di bambino", ricorda il Senatore.

"Le tipologie delle case-famiglia protette avrebbero dovuto essere definite entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge, d'intesa con gli enti locali e la Conferenza stato-regioni, e avrebbero dovuto essere stipulate convenzioni con gli enti locali per aprire tali strutture, ma finora a quanto pare ne esistono soltanto due, completamente insufficienti", prosegue Campanella.



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