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sabato 8 aprile 2017

8 Aprile - Giornata internazionale dei Rom, Sant’Egidio: “Antigitanismo ancora diffuso contro un popolo di bambini"

www.santegidio.org
Superare le logiche emergenziali e puntare sulla scolarizzazione


L'8 aprile, si celebra la giornata internazionale dei Rom, il “Romanò Dives”. Ricordando il primo storico congresso mondiale tenutosi nel 1971 vicino Londra, la Comunità di Sant’Egidio rivolge i suoi auguri a tutti i Rom e richiama l’attenzione di tutti sulla necessità di migliorare le condizioni di vita di questo popolo, composto largamente da bambini e giovani.
 

In Italia, dove i Rom sono all’incirca 150 mila, esistono alcune priorità: è necessario 

investire seriamente sull’integrazione superando politiche segregatorie, soprattutto in ambito abitativo, con i “campi Rom” istituzionali; 

educare alla condivisione della memoria (quasi nessuno in Italia conosce il Porrajmos, lo sterminio di Rom e Sinti durante la seconda guerra mondiale); 

favorire una presa di coscienza della loro presenza nella nostra società (Rom e Sinti non sono inseriti tra le minoranze presenti in Italia); 

puntare su un serio programma di scolarizzazione (per un “popolo di bambini” la scuola è una priorità).

Su impulso dell’Unione Europea, che ha elaborato nel 2011 un programma di integrazione basato su quattro obiettivi (accesso all'istruzione, accesso all'occupazione, accesso all’assistenza sanitaria, accesso all'alloggio e ai servizi essenziali), anche l’Italia si è dotata di una propria strategia nazionale, ma a distanza di 5 anni dalla ratifica, la sua implementazione è ancora del tutto iniziale.

La Comunità di Sant’Egidio – impegnata da anni accanto a Rom e Sinti in Italia e in Europa – chiede un’accelerazione di questa strategia nei seguenti ambiti:

  • scolarizzazione di qualità: Rom e Sinti sono un popolo di bambini e giovani (circa il 50% ha meno di 18 anni). Solo investendo seriamente sull’istruzione e la formazione si potrà avere una generazione pienamente integrata (cioè né esclusa, né assimilata);
  • superamento della logica emergenziale: la loro presenza non è episodica o occasionale ed è quindi evidente che politiche perennemente emergenziali non favoriscono l’integrazione e sono spesso causa di spreco di fondi pubblici;
  • superamento della segregazione abitativa istituzionalizzata: i “campi nomadi” (legati a parametri culturali largamente superati) costituiscono spesso un luogo di esclusione – anche fisica – dalla società. Occorre attuare nuove politiche di inserimento abitativo che potrebbero rivelarsi più economiche e sicuramente più inclusive.

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