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giovedì 30 marzo 2017

Migranti. Via libera alla legge sui minori non accompagnati. Ecco le novità

Avvenire
Vengono garantiti gli stessi diritti dei coetanei della Ue. Sarà istituita una banca dati nazionale e verrà privilegiata la strada dell'affido familiare. Soddisfatte Caritas, Ong e associazioni.

La Camera ha dato il via libera definito alle norme per proteggere i minori stranieri non accompagnati. Il testo, in base al quale i bambini e i ragazzi non ancora maggiorenni che arrivano in Italia senza una famiglia non potranno essere respinti ma avranno gli stessi diritti dei loro coetanei dell'Unione Europea, è stato approvato a Montecitorio con 375 voti a favore, 13 contrari (la Lega) e 41 astenuti (Fi, Cor e Fd9).

Nel 2016 sono stati 25.846 i minori stranieri non accompagnati arrivati sul territorio italiano. Uno su quattro alla fine dell'anno è diventato irreperibile.

Ecco che cosa prevede il provvedimento.
Identificazione e accertamento dell'età
Per la prima volta vengono disciplinate per legge le modalità e le procedure di accertamento dell'età e di identificazione, garantendone l'uniformità a livello nazionale. Prima dell'approvazione del ddl non esisteva infatti un provvedimento di attribuzione dell'età, che d'ora in poi sarà invece notificato sia al minore che al tutore provvisorio, assicurando così anche la possibilità di ricorso. Viene garantita inoltre maggiore assistenza, prevedendo presenza di mediatori culturali durante tutta la procedura.
Una banca dati nazionale
Viene regolato il sistema di accoglienza integrato tra strutture di prima accoglienza dedicate esclusivamente ai minori, all'interno delle quali i minori possono risiedere non più di 30 giorni, e sistema di protezione per richiedenti asilo e minori non accompagnati (Sprar), con strutture diffuse su tutto il territorio nazionale, che la legge estende ai minori stranieri non accompagnati. Viene poi attivata una banca dati nazionale dove confluisce la 'cartella sociale' del minore, che lo accompagnerà durante il suo percorso. Viene prevista per tutti la necessità di svolgere indagini familiari da parte delle autorità competenti nel superiore interesse del minore e vengono disciplinate le modalità di comunicazione degli esiti delle indagini sia al minore che al tutore.
Sul rimpatrio decide il Tribunale dei minorenni
La competenza sul rimpatrio assistito passa inoltre da un organo amministrativo, la Direzione Generale dell'immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Tribunale per i minorenni, organo costituzionalmente dedicato alla determinazione dell'interesse del minore. Spariscono i permessi di soggiorno utilizzati per consuetudine o mai utilizzati, come ad esempio il permesso di soggiorno per affidamento, attesa affidamento, integrazione del minore, e si fa invece più semplicemente riferimento ai soli permessi di soggiorno per minore età e per motivi familiari, qualora il minore non accompagnato sia sottoposto a tutela o sia in affidamento. Il minore potrà richiedere direttamente il permesso di soggiorno alla questura competente, anche in assenza della nomina del tutore. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, ogni Tribunale per i minorenni dovrà istituire un elenco di 'tutori volontari' disponibili ad assumere la tutela anche dei minori stranieri non accompagnati per assicurare a ogni minore una figura adulta di riferimento adeguatamente formata.
Da privilegiare l'affido familiare
La legge promuove poi lo sviluppo dell'affido familiare come strada prioritaria di accoglienza rispetto alle strutture. Sono previste maggiori tutele per il diritto all'istruzione e alla salute, con misure che superano gli impedimenti burocratici che negli anni non hanno consentito ai minori non accompagnati di esercitare in pieno questi diritti, come ad esempio la possibilità di procedere all'iscrizione al servizio sanitario nazionale, anche prima della nomina del tutore e l'attivazione di specifiche convenzioni per l'apprendistato, nonché la possibilità di acquisire i titoli conclusivi dei corsi di studio, anche quando, al compimento della maggiore età, non si possieda un permesso di soggiorno. Viene prevista infine la possibilità, esercitata ad oggi sulla base di un vecchio Regio Decreto, di supportare il neomaggiorenne fino ai 21 anni di età qualora necessiti di un percorso più lungo di integrazione in Italia.
Diritto all'ascolto e all'assistenza legale
Per la prima volta sono sanciti anche per i minori stranieri non accompagnati il 'diritto all'ascolto' nei procedimenti amministrativi e giudiziari che li riguardano, e il diritto all'assistenza legale, avvalendosi, in base alla normativa vigente, del gratuito patrocinio a spese dello Stato. È prevista inoltre la possibilità per le associazioni di tutela di ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per annullare atti della Pubblica Amministrazione che si ritengano lesivi dei diritti dei minori non accompagnati e di intervenire nei giudizi che li riguardano.

Una particolare attenzione viene infine dedicata dalla legge ai minori vittime di tratta, mentre sul fronte della cooperazione internazionale l'Italia si impegna a favorire tra i Paesi un approccio integrato per la tutela e la protezione dei minori, nel loro superiore interesse.
Caritas, associazioni e Ong: finalmente una legge per proteggerli

Soddisfazione viene espressa dalla Caritas insieme altre associazioni e organizzazioni (Actionaid, Ai.Bi. Amici dei Bambini, Amnesty International Sezione Italiana, Centro Astalli, Comunità di Sant’ Egidio, Consiglio Italiano per i Rifugiati, Cnca, Comitato italiano per l’Unicef, Emergency, Medici Senza Frontiere, Oxfam Italia, Save the Children, Terre des Hommes Italia). In un comunicato si fa notare che "si tratta del primo provvedimento organico in Europa dedicato alla protezione dei minori non accompagnati. L’auspicio è che questa legge possa essere di esempio anche per altri Paesi europei".

Nella nota si sottolineano in particolare "le principali novità" introdotte dalla norma: "il divieto assoluto di respingimento dei minori stranieri non accompagnati alla frontiera; il raccordo tra strutture di prima accoglienza e Sprar, esteso ai minori non accompagnati, con strutture su tutto il territorio nazionale; l’adozione di una procedura di accertamento dell’età, anche per evitare accertamenti medici invasivi, quando inutili, e maggiori garanzie, tra cui la presenza di mediatori culturali, anche durante l’accertamento; l’istituzione di elenchi di tutori volontari su tutto il territorio nazionale e la promozione dell’affido familiare; maggiori tutele per il diritto all’istruzione e alla salute, nonché per i diritti del minore durante i procedimenti amministrativi e giudiziari".
Il Forum delle famiglie: più certezze, regole più chiare
"Finalmente l'Italia pone rimedio alla criticità dei minori non accompagnati, finora lato scuro della nostra politica di accoglienza e di umanità. Solo l'anno scorso abbiamo accolto 26mila minori non accompagnati dei quali sfugge la sorte, al punto che di sei-settemila si ignora la fine che possano aver fatto": così in una nota il Forum delle associazioni familiari commenta l'approvazione definitiva della legge sulla protezione dei minori stranieri non accompagnati.

"Con questa legge - si legge - potremo senz'altro dare più certezze, le regole saranno più chiare e le competenze più definite. Soprattutto le associazioni di volontariato, che in questa fase hanno assicurato una collaborazione importante alla formulazione della legge, potranno assicurare un intervento e una presenza sul campo che troppo sono mancati finora".

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