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giovedì 2 marzo 2017

Migranti. A Milano, Marcello Cardona il questore controcorrente: "più accoglienza significa più sicurezza"

Libero
"Maggiore accoglienza significa maggiore sicurezza". Si presenta con queste parole il nuovo questore di Milano, Marcello Cardona, con lo spirito dell'inclusione che gli deriva dall'esperienza dell'emergenza migranti e in particolare al Cara di Mineo.


Il Questore Marcello Cardona



Un approccio che dovrà fare i conti con la dura campagna politica contro "l'accoglienza a tutti i costi" che proprio a Milano trova il suo terreno di scontro più aspro. "Produrre sicurezza non significa che dobbiamo blindare le città o che dobbiamo blindare i quartieri - ha detto Cardona durante il suo primo incontro ufficiale con i giornalisti.



"Produrre sicurezza credo che intanto sia un dovere istituzionale, ma produrre sicurezza anche per gli stranieri che hanno il diritto di avere loro sicurezza. Dobbiamo far sì che anche attraverso la sicurezza si trovi un punto di incontro tra religioni, costumi e modi di essere. Non è detto che bisogna vedere le cose sempre in senso negativo" Mentre pronuncia queste frasi Cardona allarga le braccia, come se involontariamente volesse mimare un abbraccio. 
Il nuovo questore è uomo diretto, conosce bene la stampa (è giornalista pubblicista) e gli effetti che possono avere le sue dichiarazioni pubbliche. Ma è soprattutto un poliziotto orgoglioso del "sistema Italia" e della gestione dei migranti. Nonostante le critiche. Cardona è nato a Milano da genitori calabresi, ha iniziato la sua carriera a Sondrio 25 anni fa. Oggi ne ha 61, è sposato e ha due figlie nate sotto la Madonnina.

A Milano è arrivato nel 1982 per lavorare nella Criminalpol. Ne11996 è stato trasferito a Roma e da li la carriera lo ha portato a ricoprire importati ruoli fino a diventare questore di Varese, Livorno e Catania. "Ciò non toglie - sottolinea Cardona - che i problemi del terrorismo ci sono, sono importanti, il nostro territorio è stato investito in modo fortunatamente positivo".

Cardona si riferisce all'uccisione del terrorista Anis Amri a Sesto San Giovanni, un successo a livello internazionale seppure totalmente casuale. "Il quadro della sicurezza a Milano è estremamente soddisfacente facendo un paragone con le altre grandi città italiane e con le capitali europee. 

C'è una attività preventiva importante come hanno dimostrato l'organizzazione di Expo, l'episodio dell'attentatore di Berlino e come confermano le statistiche con i reati in calo del 5%. Credo che anche attraverso una accoglienza organizzata e ben fatta il livello di sicurezza può aumentare in modo incredibile".

Salvatore Garzillo

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