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venerdì 31 marzo 2017

India - carcere. Condizioni di abbandono per 400 mila detenuti in 1382 istituti di pena

L'Osservatore Romano
"Quasi quattrocentomila persone languono senza amore, speranza e aiuto in 1382 case di detenzione in India. Per questo motivo, vi invitiamo a trascorrere un anno come volontari o addetti a tempo pieno nella nostra comunità". È l'appello lanciato da padre Sebastian Vadkumpadan, coordinatore nazionale dell'associazione Prison Ministry India, un'organizzazione cattolica dello stato del Karnataka che da oltre 30 anni porta sollievo ai carcerati rinchiusi nelle prigioni del paese. 



Conta oltre 6000 volontari che mettono entusiasmo, competenze ed energie per dare speranza e migliorare la qualità della vita dei detenuti. "Prison Ministry India offre ai giovani volontari la possibilità - sottolinea il sacerdote - di essere coinvolti in un percorso di riabilitazione".

L'iniziativa parte da un episodio avvenuto lo scorso anno nel periodo pasquale, durante una delle numerose opere di misericordia. Nel giovedì santo, monsignor Kuriakose Bharanikulangara, vescovo di Faridabad, durante la cerimonia della lavanda dei piedi nel carcere di Tihar, a New Delhi, aveva lavato i piedi di dodici prigionieri. Alla fine della liturgia un altro prigioniero si è avvicinato all'altare e ha domandato: "Eccellenza, può lavare anche i miei piedi?". Per il vescovo e i presenti quella richiesta è stata una vera sorpresa. Il presule, quindi, ha accolto con gioia la domanda del tredicesimo carcerato, detenuto con false accuse.

"Dovremmo andare tutti alla ricerca del tredicesimo prigioniero - ha spiegato monsignor Peter Remigius, vescovo di Kottar e presidente di Prison Ministry India - disposto ad accogliere il nostro sostegno e supporto. È possibile che essi non siano disponibili ad accoglierci, ma noi dobbiamo sempre avere uno spazio amorevole per loro". 

Grazie al sostegno di diocesi, congregazioni e istituzioni ecclesiastiche lo scorso anno centinaia di detenuti hanno riguadagnato la libertà. Sulla scia delle opere attuate nell'anno della misericordia, l'organizzazione - riferisce AsiaNews - ha deciso di dare il via in tutta l'India al "reclutamento" di volontari per dare il proprio contributo nel ricercare il "tredicesimo prigioniero".

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