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mercoledì 22 marzo 2017

Ad un anno dall’accordo con la Turchia, troppi i rifugiati a cui è impedito l’accesso in Europa.

Centro Astalli
Un anno fa l’Europa firmava il vergognoso accordo con la Turchia, calpestando così 60 anni di storia europea incardinata sul rispetto dei diritti umani, della solidarietà e della pace tra i popoli.
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Migliaia di migranti in fuga dalla guerra in Siria sono rimasti bloccati in un limbo, senza possibilità di raggiungere l’Europa, dove in molti casi già vivono dei familiari. A molti di loro, che sono per la maggioranza donne e bambini, è stata di fatto negata la possibilità di andare a scuola, di avere accesso alle cure mediche, ad un’accoglienza dignitosa e a percorsi di integrazione.

P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli: “A somiglianza di quell’accordo che viola molte delle convenzioni internazionali tra cui quella di Ginevra sullo status di rifugiato, l’Europa inspiegabilmente cerca di stipulare accordi analoghi con altri paesi: ad esempio la Libia, dove le condizioni di sicurezza e stabilità sono ben peggiori di quelle della Turchia.
Trincerarsi dietro muri reali e o politici infligge inevitabilmente un duro colpo al progetto di un’Europa casa comune a cui in molti in passato hanno guardato con ammirazione
”.

Alla vigilia delle celebrazioni per i 60 anni della firma dei Trattati di Roma il Centro Astalli chiede a istituzioni nazionali e sovranazionali:

- di creare vie legali d’accesso al continente europeo per i richiedenti asilo e rifugiati;

- di lavorare per un’equa distribuzione all’interno dei propri territori di quote proporzionali di rifugiati;

- di attivare immediatamente processi di pace che contribuiscano a trovare soluzioni durature per le principali crisi umanitarie oggi in corso nello scenario internazionale.

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