Pagine

sabato 11 febbraio 2017

Kenya, no alla chiusura del campo di Dadaab: 300 mila profughi salvi

Globalist 2.0
Il Tribunale keniano ha disposto l'annullamento della decisione del governo che voleva chiudere il campo più grande del mondo
I rifugiati della Somalia non saranno più cacciati dal campo profughi più grande del mondo, quello di Dadaab, al confine meridionale del Kenya con lo stato somalo, che ospita in Kenya quasi 300 mila persone.

L'Alta Corte del Kenya ha annullato la decisione governativa di chiuderlo. “La decisione del governo della Repubblica di Kenya del campo di Dadaab è da considerare nullo - ha detto il giudice John Mativo, dopo una denuncia presentata dalla Commissione Nazionale per i diritti del Kenya e dall'Unhcr, oltre che dalla Ong Kituo Cha Sheria. 

Da parte sua, il governo keniota per giustificare la sua decisione, ha presentato argomenti di sicurezza, senza peraltro fornire prove di rischi che la potessero violare. 

Il Tribunale ha stabilito che il governo keniano non ha trovato prove del fatto che i rifugiati somali possano tornare in patria in sicurezza. Fonti governative di Nairobi sostengono che il campo di Dadaab viene utilizzato dal gruppo terroristico al-Shabab per reclutare nuovi membri e come base per sferrare attacchi in Kenya. Tuttavia, non sono state fornite prove al riguardo. 

La stragrande maggioranza dei profughi vuole restare. Il governo del Kenya ha reso noto che farà appello contro la decisione.

La decisione del governo di cacciare i rifugiati somali - ha detto il giudice - costituisce un atto di persecuzione di un gruppo, è illegale, discriminatoria e quindi incostituzionale e viola il diritto internazionale"

La struttura di Dadaab, aperta nel 1991 per ospitare i somali in fuga dal conflitto nel loro paese, è gestita dall’Onu, che aveva denunciato l’alto rischio umanitario di una possibile chiusura. Ora una prima vittoria delle tante organizzazioni umanitarie e degli stessi rifugiati c’è stata. Donne, uomini e bambini potranno continuare a ricevere protezione internazionale.

Nessun commento:

Posta un commento