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martedì 21 febbraio 2017

In Sud Sudan si muore di fame. Adesso l'ONU riconosce ufficialmente la carestia nel paese

La Repubblica 
Le agenzie delle Nazioni Unite avvertono che quasi 5 milioni di persone hanno urgente bisogno di cibo, di sostegno all’agricoltura e di assistenza nutrizionale. La peggiore catastrofe della fame dall’inizio dei combattimenti scoppiati più di tre anni fa. E in tutto il Corno d'Africa il rischio si estende a 17 milioni tra uomini, donne e bambini

La guerra e un'economia al collasso, hanno fatto sì che circa 100.000 persone debbano fare i conti con la fame in alcune parti del Sud Sudan, in particolare nelle zone dello Unity State, nella parte centro-settentrionale del paese, dove da oggi lo stato di carestia ha avuto il sugello delle Nazioni Unite. 


E una dichiarazione formale di carestia significa che le persone hanno già iniziato a morire di fame. Si tratta, dunque, della peggiore catastrofe della fame dall’inizio dei combattimenti scoppiati più di tre anni fa. 

C'è poi da aggiungere che un altro milione di persone sono state classificate sull'orlo di un "baratro" e che presto, se non si interverrà subito, si andranno ad aggiungere a quante già patiscono la fame. 

Le Nazioni Unite stanno cercano di farlo sapere al mondo attraverso tre agenzie, la FAO, il WFP e l'Unicef che, sebbene facciano fatica a ridurre tutte le loro ipertrofie, costituite dagli sprechi nella gestione di se stesse, restano comunque degli osservatori capaci di monitorare emergenze come questa e di avere la sufficiente forza mediatica per renderle note.

Ma la carestia, innescata dalle guerre e da una persistente siccità, si estende all'intero Corno d'Africa coinvolgendo - secondo i dati di Wfp e Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) - più di 17 milioni di uomini, donne e bambini tra Gibuti, Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan e i limitrofi Uganda e Kenya, dove i campi profughi sono diventati enormi agglomerati di tende e baracche nei quali proliferano malattie e violenza.

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