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giovedì 16 febbraio 2017

Gran Bretagna. Dopo il referendum sulla Brexit impennata di reati a sfondo razziale

La Stampa
Nei mesi successivi al referendum sulla Brexit si è registrata un'impennata di reati a sfondo d'odio razziale: in una delle aree esaminate, l'incremento è stato addirittura del 100%. Secondo i dati delle forze di polizia d'Inghilterra e Galles, tra luglio e settembre 2016 ci sono stati 14.300 episodi, tra intimidazioni, abusi e in qualche caso violenza fisica. Secondo alcuni non è finita.


"È ragionevole prepararsi ad ulteriori impennate" durante i negoziati con Bruxelles, ha detto David Isaac, capo della Commissione per l'Eguaglianza e i Diritti Umani. L'agenzia Press Association ha elaborato dati di quarantaquattro forze di polizia, riscontrando un aumento in quasi tutte le aree esaminate, del 50% in una decina di casi, del 100% nel Dorset. Londra ha registrato il numero d'incidenti più alto, oltre 3.300, seguita da Manchester.
La maggior parte delle aree esaminate ha votato Leave, ma si è registrato un aumento anche in aree, come la capitale, contrarie alla Brexit. I dati confermano gli episodi raccolti dalla stampa inglese dopo il referendum del 23 giugno, un voto che ha spaccato il Paese ed è arrivato al termine di una campagna elettorale cattiva, a tratti xenofoba.
In un caso emblematico, il centro culturale polacco a Londra è stato imbrattato di graffiti ("Andatevene a casa") subito dopo il voto. "I dati mettono a nudo la discriminazione, l'ostilità e talvolta la violenza che migliaia di persone subiscono in maniera spesso invisibile", ha detto Fizza Qureshi, del Network per i Diritti dei Migranti, che incoraggia le vittime a farsi avanti.

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