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martedì 14 febbraio 2017

Decreto governo migranti. "Migrantes" e Sant'Egidio delusione e preoccupazione

Roma Sette 
«Deludono» gli interventi urgenti in materia d’immigrazione approvati dal Consiglio dei ministri ieri pomeriggio. A dirlo è il direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Gian Carlo Perego, commentando un decreto che prevede nuove misure sul fronte dell’immigrazione approvate il 10 febbraio. Tra i motivi della delusione il «coniugare protezione internazionale e immigrazione illegale, immigrazione e sicurezza».

Per il direttore dell’organismo pastorale della Cei, «si sognano centri di rimpatrio in ogni regione funzionali a un rimpatrio più facile, ma in condizioni non chiare di tutela; mancano completamente misure che riconoscano il valore premiale di percorsi di inserimento sociale e culturali avviati da oltre un anno (neppure i lavori socialmente utili servono a questo), dimenticando il popolo sempre più numeroso di diniegati; nessun accenno al servizio civile per i rifugiati; la semplificazione dei procedimenti di esame non significa immediatamente capacità di riconoscere al meglio le storie dei richiedenti asilo e le forme migliori di protezioni». Così «si è persa un’occasione importante – conclude mons. Perego – per percorsi e scelte già sperimentate sui territori, nelle città e nei comuni e che favoriva dialogo sociale, inclusione sociale, sicurezza sociale dei richiedenti asilo e rifugiati».

«Avviare una riforma complessiva evitando, per questa delicata materia, ogni strumentalizzazione politica. Non si può ragionare solo in termini di sicurezza, ma ispirarsi a princìpi di umanità e puntare sull’integrazione. È urgente in questo senso l’approvazione la nuova legge sulla cittadinanza, bloccata da troppo tempo al Senato, dato che riguarda migliaia di minori che già si sentono a pieno titolo italiani perché nati nel nostro Paese o perché hanno frequentato le nostre scuole». È l’appello al Parlamento lanciato da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, in attesa di conoscere i dettagli del decreto varato dal governo in tema di immigrazione.

Impagliazzo sottolinea alcuni punti critici del decreto e avanza alcune proposte: «È necessario prima di tutto che vengano garantiti i diritti dei migranti che presentano domanda di asilo perché fuggono da Paesi in cui dominano guerre, violenze e rischio per la vita delle persone. Occorre al tempo stesso puntare su vie di ingresso legale, come il sistema della sponsorship, in vigore in Canada – la chiamata e presa in carico di profughi e migranti da parte di enti e associazioni in accordo con lo Stato -, o come i corridoi umanitari: si tratta di modelli che offrono sicurezza per chi arriva – perché evitano le morti, terribili e inaccettabili, dei migranti in mare, sottraendoli ai trafficanti di uomini – ma anche per chi accoglie, attraverso controlli che vengono effettuati già nei Paesi di partenza». «Di fondamentale importanza – conclude il presidente di Sant’Egidio – sarebbe anche la riapertura di canali per permettano ingressi regolari per lavoro, scelta che ricondurrebbe l’immigrazione nell’ottica delle risorse e dello sviluppo, dato anche il costante calo demografico del Paese, sottraendola alla demagogia».

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