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martedì 11 ottobre 2016

Medici nell'inferno di Aleppo: la drammatica testimonianza del dottor Abu Waseem - Video

Famiglia Cristiana
Ad Aleppo si continua a morire. Il messaggio video del dottor Abu Waseem, direttore di un ospedale supportato da Medici Senza Frontiere ad Aleppo Est: «Senza tregua, non possiamo resistere per più di un mese o sei settimane»




«Stiamo vedendo gravi lesioni cerebrali sulle quali non possiamo intervenire. Aspetti per cinque minuti mentre muoiono, senza essere in grado di fare nulla per salvarli. Se i bombardamenti continuano con questa intensità, non saremo in grado di andare avanti per più di un mese o sei settimane».


È la testimonianza del dottor Abu Waseem, direttore di un ospedale ad Aleppo est, la zona della città controllata da vari gruppi ribelli. Qui, «dal 26 settembre al 5 ottobre, ci sono stati 376 morti e 1.266 feriti civili», dice l’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura.
Si muore anche dall’altra parte: ieri, nel quartiere di Al Sheikh Makhsud, controllato da milizie curde non ostili ai governativi, una pioggia di razzi ha ucciso tre civili, tra cui due bambini.

Mentre Aleppo muore, l’ennesimo colpo arriva dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: ieri sera sono state bocciate le due risoluzioni che chiedevano il cessate il fuoco nella città martire.Un gioco di veti incrociati: la Russia lo ha posto sulla mozione presentata dalla Francia, che aveva l’appoggio di Gran Bretagna e Usa, e, a sua volta, anche il testo russo è stato respinto.

Aleppo è il simbolo della Siria, giunta al sesto anno di conflitto suicida. Sul terreno tutto è complicato: guerra tra le forze del presidente Assad (appoggiate dai russi), l’Isis, i curdo-arabi (appoggiati dagli americani), Al Nusra, un tempo affiliata ad Al Qaeda e altri attori armati. Le guerre s’intrecciano, costringendo a scappare dalle loro case quasi cinque milioni di rifugiati all’estero e 6.600.000 sfollati interni. Il conteggio dei morti, civili e combattenti, è difficile, forse mezzo milione. Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, ha sintetizzato: «Si è giocato d’azzardo sul tavolo siriano, che è stato trasformato nel casinò della politica internazionale».

Secondo le agenzie umanitarie, a giugno, quando è stato imposto l’assedio ad Aleppo orientale, almeno 100 mila bambini risultavano intrappolati in quell’area della città. Dopo i bombardamenti degli ultimi giorni, la metà delle vittime estratte dalle macerie sono bambini, come confermano gli addetti al trasporto su ambulanza dell’ong siriana Shafaq.

Secondo Medici senza Frontiere, che supporta l’ospedale diretto dal dottor Waseem, dall’inizio dell’assedio «ci sono stati almeno 23 attacchi documentati contro le strutture sanitarie e solo otto sono ancora attivi». I due principali centri medico-chirurgici di Aleppo est sono stati danneggiati cinque volte ciascuna, rendendone uno inutilizzabile dal primo ottobre.

Aleppo muore, in attesa che il Consiglio di sicurezza dell’Onu si svegli.

Stefano Pasta

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