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venerdì 13 novembre 2015

Andrea Riccardi - L'Europa non sarà islamica. Ma cambierà

www.riccardiandrea.it
Secondo Andrea Riccardi sono eccessivi gli allarmi sul dominio musulmano: "non si tratta di un`invasione ma di una delicata fase di passaggio che richiede capacità di integrare". La sua analisi sulle colonne di SETTE - Corriere della Sera
L'Italia e l'Europa diventeranno una terra musulmana tra pochi anni? È un tema riproposto spesso innanzi alle ondate di rifugiati e migranti. In Russia è stato pubblicato un romanzo La moschea Notre Dame de Paris, in cui l`autrice, Elena Tchoudinova, racconta Parigi nel 2047, dominata dall`islam, in cui i cristiani sono ghettizzati. Sono rappresentazioni allarmiste. Ma il problema dell`islamizzazione dell`Europa è stato sollevato più volte e merita di essere affrontato in un tempo di grandi emozioni e incertezze come il nostro. Nel 2000, il cardinal Biffi, arcivescovo di Bologna, lanciò l`allarme sull`immigrazione dei musulmani, invitando a preferire immigrati cristiani. Nei Paesi dell`Est europeo
riemerge la memoria dell`islam espansionista: si ricorda l`invasione islamica degli ottomani in Europa, fermata alle porte della città di Buda, nel 1684. I serbi (la cui epica commemora la trecentesca battaglia della Piana dei merli in cui furono sconfitti dagli ottomani) hanno sempre denunciato la perdita del carattere cristiano del Kosovo, a causa della crescita della popolazione albanese (musulmana) rispetto a quella serba. L`arrivo dei rifugiati diventa, nell`immaginario collettivo, un`invasione islamica.

L`islam vorrebbe conquistare con l`emigrazione e senza guerra l`Europa, costituendo una quinta colonna nelle società occidentali. Si parla e si scrive dell`esistenza di un piano in questo senso. Taluni cristiani d`Oriente avvisano i loro correligionari europei di questo rischio.

L`islamizzazione dell`Europa avverrebbe attraverso gli immigrati e l`alta fecondità delle donne musulmane. Tuttavia gli statistici mostrano che la fecondità degli immigrati è più alta solo per la prima generazione, mentre, già alla seconda, tende ad allinearsi al paese ospitante. In realtà nell`Europa dei Ventotto, si prevede che la popolazione musulmana nel 2030 sarà una trentina di milioni (forse di quaranta nel 2050). Si tenga conto che i musulmani europei non sono tutti immigrati. La Bulgaria ha una sua minoranza storica di musulmani turchi (circa un milione). Inoltre la presenza di musulmani immigrati in Francia e Gran Bretagna, dal secondo dopoguerra, è legata alla storia coloniale. In ogni modo, la minoranza musulmana nell`Unione Europea - a credere alle proiezioni - sarà consistente, ma contenuta. L`Italia non è divenuta, con l`immigrazione, tanto un Paese musulmano, quanto una terra con molti ortodossi: oltre 2.000.000 tra ucraini, romeni, moldavi e altre nazionalità. I cristiani sono più della metà degli immigrati nella penisola. La frequentazione del culto è più diffusa tra gli stranieri cattolici (84%); seguono i protestanti (72%), gli ortodossi (70%), infine i musulmani (59%). L`integrazione dei musulmani può essere problematica per alcuni gruppi, ma bisogna distinguere le diverse comunità. L`islam italiano ha tanti volti: dai mucidi senegalesi (una confraternita sufi che pratica la santificazione attraverso il lavoro), agli albanesi, ai 400.000 marocchini e ai 100.000 tunisini e altri.
Complessivamente si tratta di circa 1.300.000 musulmani, che cominciano a vivere nella nostra società e a misurarsi con l`identità italiana e i nostri valori. Non è un`invasione, ma certo un passaggio complesso, che richiede attenzione e capacità di integrare.

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