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mercoledì 5 agosto 2015

Afghanistan - Sempre più donne e bambini vittime del conflitto

MISNA
Nei primi sei mesi del 2015, il numero delle vittime civili supera di molto quello documentato nel 2014. Lo afferma uno studio della Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama), reso pubblico oggi. I dati raccolti mostrano 4.921 vittime civili (1.592 morti e 3.329 feriti) nel primo semestre del 2015, l’1% di aumento sul totale delle vittime civili rispetto allo stesso periodo del 2014. Unama ha attribuito il 70% delle vittime civili ad attività dei militanti anti-governativi e il 16% causate dalle forze di sicurezza e milizie pro-governo, mentre l’1% dalle forze armate internazionali.
Secondo il rapporto, la stragrande maggioranza, il 90% circa, di vittime civili sono state a causa di ordigni esplosivi improvvisati, attacchi complessi e suicidi e omicidi mirati. "I civili afgani hanno sofferto troppo a lungo per questo conflitto distruttivo. Le conseguenze devastanti di questa violenza contro i civili, come documentato in questo rapporto dovrebbe servire a rafforzare l'ampia convinzione che la pace è urgente", ha detto Nicholas Haysom, capo di Unama e rappresentante speciale per l’Afghanistan del Segretario generale delle Nazioni Unite.

I dati raccolti nei primi sei mesi del 2015, mostrano un aumento del 23% delle vittime tra le donne e un aumento del 13% di vittime tra i bambini. "Quest'anno, - ha detto Danielle Bell, direttore della sezione diritti umani presso Unama - abbiamo registrato il più alto numero di bambini e di donne vittime rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. Tutte le parti in conflitto devono prendere misure più forti per proteggere i civili dai pericoli. Quando il conflitto uccide o mutila una madre, un figlio, una sorella o un fratello, le ripercussioni sulle famiglie e le comunità sono devastanti e di lunga durata. "

[PL]

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