Pagine

domenica 12 luglio 2015

Siria, 4 milioni di rifugiati. ACNUR: la peggiore crisi mondiale dal 1992

Il Sole 24 Ore
Sono oltre quattro milioni i rifugiati siriani, una cifra che rende il conflitto iniziato dal marzo 2011 la peggiore crisi mondiale dal 1992. Lo denuncia l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Acnur), precisando che sono 4.013.000 i rifugiati, con un incremento di un milione di persone in fuga registrato in soli 10 mesi. «Si tratta della più grande popolazione di rifugiati per un solo conflitto in una generazione - ha detto ieri l’Alto Commissario Antonio Guterres - è una popolazione che ha bisogno del sostegno del mondo, ma che invece vive in condizioni disperate e sta precipitando sempre più nella povertà».


Ai rifugiati si aggiungono poi altri 7,6 milioni di sfollati presenti in Siria, molti dei quali non raggiungibili dalle organizzazioni umanitarie. «Il peggiorare della situazione sta spingendo un crescente numero di siriani verso l’Europa e anche più lontano, ma la stragrande maggioranza di loro rimane nella regione», ha precisato Guterres. Sono infatti 1.805.255 i siriani presenti in Turchia, 249.726 in Iraq, 629.128 in Giordania, 132.375 in Egitto, 1.172.753 in Libano, e 24.055 nell’Africa del Nord.

«L’esodo dalla Siria è il più alto registrato dal 1992, quando il numero di rifugiati dall’Afghanistan toccò la cifra sbalorditiva di 4,6 milioni - si legge nella nota dell’Acnur - in realtà la cifra è anche più alta, perchè non comprende le oltre 270mila richieste di asilo presentate dai siriani in Europa e i migliaia di siriani non ricollocati nei Paesi vicini». In assenza di una prospettiva di pace in Siria, a questo ritmo il numero dei rifugiati siriani potrebbe toccare i 4,27 milioni entro la fine del 2015.

Per far fronte a tale situazione, l’Acnur ha stimato in oltre 5 miliardi di dollari i fondi necessari per il 2015, riferendo di aver ricevuto finora solo il 24% di tale importo. «Questo significa che i rifugiati si troveranno ad affrontare nuove riduzioni degli aiuti alimentari e a lottare per permettersi servizi medici salvavita o per mandare i propri figli a scuola», ha ammonito l’agenzia dell’Onu. E «la vita per i siriani in esilio è sempre più dura: circa l’86% dei rifugiati che non sono nei campi in Giordania vive con meno di 3,2 dollari al giorno, sotto la soglia di povertà, mentre in Libano il 55% dei rifugiati vive in alloggi di fortuna».

Nessun commento:

Posta un commento