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giovedì 30 luglio 2015

Pakistan death penalty: appeal of the church for moratorium

MISNA               
[Di seguito traduzione in Italiano]
The Catholic Church called on the Pakistani government to reinstate its moratorium on the death penalty a day after eight more convicts were executed in Punjab province.
“The Catholic Church values human sanctity and believes nobody should have the right to take life (…) We strongly oppose capital punishment, especially so since the legal system in Pakistan is flawed", said Cecil Chaudhry, executive director of National Commission for Justice and Peace (NCJP), the Pakistan Church’s human rights body, deploring the execution of Aftab Bahadur Masih, a Christian death row inmate who was hanged just before the start of Ramadan last month despite serious doubts about his age. Masih's family says he was just 15 when he was alleged to have committed murder.

The appeal of the Church to halt executions comes after a similar call made by the United Nations shortly before the eight convicts were put to death on July 29.

The UN also called for Pakistan to commute without delay the sentences of those awaiting execution. “The death penalty is an extreme form of punishment and, if used at all, should only be imposed for the most serious crimes, after a fair trial that respects the most stringent due process guarantees as stipulated in international human rights law”, said Christof Heyns, the UN Special Rapporteur on extrajudicial, summary or arbitrary executions.

Heyns also drew attention to the case of Shafqat Hussain, whose trial fell short of international standards, according to the UN rapporteur. Convicted for a crime reportedly committed as a child, Hussain is scheduled to be executed on August 4.

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Pakistan - Pena di morte: Appello della Chiesa per la moratoria

La Chiesa cattolica ha chiesto al governo del Pakistan di ripristinare la moratoria sulla pena di morte dopo che ieri altri otto detenuti sono stati giustiziati nella provincia del Punjab.

La Chiesa cattolica apprezza la santità dell'uomo e crede che nessuno dovrebbe avere il diritto di togliere la vita. (…) Ci opponiamo con forza alla pena capitale, specialmente perché, al momento, il sistema giuridico in Pakistan è imperfetto", ha detto Cecil Chaudhry, direttore esecutivo della Commissione nazionale di pace e giustizia (Ncjp) della Chiesa in Pakistan, deplorando l'esecuzione di Aftab Bahadur Masih, un cristiano condannato a morte che è stato impiccato il mese scorso poco prima dell'inizio del Ramadan nonostante seri dubbi sulla sua età. La famiglia del condannato, Masih, ha sempre sostenuto che aveva solo 15 anni quando fu accusato di aver commesso un omicidio.

L’appello della Chiesa per fermare le esecuzioni ha fatto eco a un simile appello rivolto dalle Nazioni Unite poco prima che gli otto detenuti fossero messi a morte. Allo stesso tempo, l'Onu ha chiesto al governo pachistano di commutare senza indugio le sentenze di quelli in attesa di esecuzione. "La pena di morte è una forma estrema di punizione e, se utilizzata, dovrebbe essere solo per i crimini più gravi, dopo un giusto processo che rispetti le severe garanzie richieste dal diritto internazionale dei diritti umani" ha dichiarato Christof Heyns, relatore speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie.

Heyns ha anche richiamato l'attenzione sul caso di Shafqat Hussain, il cui processo, dice, non ha rispettato le norme internazionali. Shafqat è condannato per un crimine commesso quando era minorenne e dovrebbe essere giustiziato il 4 agosto.

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