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domenica 12 luglio 2015

La Grecia affronta un’emergenza profughi senza precedenti in una condizione di grave crisi economica

OnLine News
«La Grecia affronta un’emergenza profughi senza precedenti», a lanciare l’allarme è il portavoce dell’Unhcr William Spindler, che mette in guardia: c’è una media di «mille arrivi al giorno. Da inizio anno sono 77.100». 

E la situazione, «combinata con la condizione economica volatile, sta mettendo a dura prova le comunità delle isole, che non hanno servizi e infrastrutture essenziali per rispondere alle necessità umanitarie». Il 60% dei profughi sono siriani. Gli altri sono afghani, iracheni, eritrei e somali. Il più alto numero di arrivi si concentra sull’isola di Lesbo, nell’Egeo del nord. 

La terra natale di Saffo è diventata la Lampedusa di Grecia. Nel solo mese di giugno sulle sue coste sono sbarcati in 15mila, attraversando le poche miglia di mare che la dividono dalla Turchia, Paese che accoglie quasi la metà dei quattro milioni di rifugiati fuggiti dalla Siria. Il centro di identificazione, a Moria, è al collasso. Per questo circa mille profughi si sono accampati fuori dalla struttura, e altri tremila hanno trovato una sistemazione di fortuna a Cara Tepe. La situazione precaria, la scarsità di cibo, acqua potabile, e cure mediche adeguate sta alimentando le tensioni ed un video pubblicato dall’online Greek reporter mostra i profughi che si litigano provviste di cibo mentre vengono scaricate da un camion. 

Tensioni si sono registrate anche nell’incantevole isola di Samos, dove questa settimana la compagnia che si occupa della distribuzione dei pasti per i rifugiati ha interrotto le consegne a causa di ritardi nei pagamenti e di problemi di liquidità legati alla chiusura delle banche

Ma «nonostante le difficoltà dei greci per la crisi economica, la maggior parte degli abitanti delle isole ha risposto con generosità», evidenziano dall’Unhcr. D’altra parte però la forte presenza di migranti, combinata con le precarie condizioni economiche, fanno temere per la stagione turistica, unica vera risorsa della regione. Intanto l’Ue tarda a mostrare la sua solidarietà. L’accordo per un ricollocamento di 40mila profughi in due anni, 24mila dall’Italia e 16mila dalla Grecia, è slittato ancora, ed ora si guarda alla riunione straordinaria dei ministri dell’Interno, fissata per il 20 luglio, per la soluzione, che porterà un po’ di sollievo ai due Paesi.

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