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mercoledì 11 febbraio 2015

Riunione straordinaria UE - Triton non ferma le stragi dei migranti, ipotesi Mare Nostrum 2

La Stampa
È inevitabile che il giorno dopo la morte per freddo di 29 persone il pensiero di tutti vada a «Mare nostrum» l’operazione terminata il primo novembre costata all’Italia 114 milioni di euro ma che ha anche permesso di salvare oltre 100mila vite. 


Una parte della settantina di sopravvissuti
alla tragedia avvenuta lunedì
Qualcosa si dovrà fare. Federica Mogherini, alto rappresentante Ue, ha annunciato che «nei prossimi giorni» convocherà una riunione straordinaria per «rivedere le politiche europee» sull’immigrazione. «Non possiamo permettere altre tragedie in mare. Dobbiamo essere capaci di dare una forte risposta politica ed operativa», promette.

Senza nome
Dei morti per assideramento si conosce il nome solo di un ivoriano di 31 anni che aveva i documenti in tasca. Si sa che il viaggio è durato tre giorni ma che fin dal primo istante ci sono stati problemi perché il mare era in tempesta e l’acqua entrava nel gommone. Le salme saranno sepolte nei cimiteri della provincia di Agrigento mentre i 75 sopravvissuti saranno ospitati nel centro di accoglienza di Porto Empedocle. Tutti sono provati ma in condizioni di salute abbastanza buone e fra di loro ci sono anche 3 minorenni.
La preoccupazione
Tutti sanno che tragedie come questa sono destinate a moltiplicarsi nei prossimi mesi con l’arrivo del caldo, l’aumento delle partenze e l’assenza della protezione in mare offerta da Mare nostrum. «Si annuncia una primavera decisamente impegnativa», avverte il capo Dipartimento libertà civili ed immigrazione del ministero dell’Interno, Mario Morcone, in audizione alla commissione Diritti umani. 

Se la commissione Ue fa sapere che Triton, la nuova operazione avviata da novembre in poi, non sostituisce Mare Nostrum, che ha permesso di salvare già 18.180 persone ma che gli Stati hanno il dovere di controllare le frontiere esterne, in tanti chiedono proprio all’Ue di intervenire in modo diverso. Lo fa l’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati che boccia Triton e avverte che «se le operazioni di ricerca e soccorso non verranno condotte in modo idoneo, ci si dovranno aspettare altre tragedie di questo genere».

Partiti divisi
La politica italiana come sempre si divide. Il Pd si è subito schierato a favore di un ritorno a Mare nostrum. Secondo Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani bisogna riprendere subito con «l’operazione mare nostrum» anche perché «ha rappresentato uno dei momenti in cui dalle istituzioni è emersa una manifestazione di orgoglio e di patriottismo che è andata oltre i confini nazionali».

Anche il presidente della Cei Angelo Bagnasco accusa l’Ue perché «sta a guardare» mentre la Comunità di Sant’Egidio spiega che «non si può morire di speranza». Molto diversa la posizione della Lega. Matteo Salvini, il segretario, ha puntato il dito contro il governo: «Chi ha questi 29 cadaveri sulla coscienza? Per conto mio, Renzi e Alfano, e chi favorisce le partenze».

Parole che sanno di «sciacallaggio» secondo molti esponenti della maggioranza. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha ricordato «solo farisei e ipocriti» possono non ricordare che anche con Mare nostrum ci sono stati molti morti. In realtà i problemi sono proseguiti anche dopo aver salvato i superstiti. Morcone ha accusato regioni del nord come Lombardia e Veneto sull’accoglienza «hanno resistito, resistono e continuano a tirare calci».

Alla fine le Regioni che nel 2014 hanno accolto il maggior numero di migranti sono state Sicilia e Lazio.

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