Pagine

lunedì 23 febbraio 2015

In Ucraina si continua a sparare tra migliaia di sfollati, tanti bambini e gente che muore di fame

La Voce del Trentino
A nulla sono valsi gli sforzi dell’Europa per il rispetto del cessate il fuoco e degli accordi di Minsk da parte delle fazioni coinvolte nella guerra: in Ucraina si continua a sparare e le violazioni sarebbero state nell’ultima settimana oltre le trecento.

[...] I Paesi dell’UE sono sempre più intenzionati a cercare una soluzione negoziale e a mettere in atto una strategia più incisiva per il monitoraggio del rispetto del cessate il fuoco. Il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha infatti dichiarato che sono aperte le consultazioni tra i vari leader europei per discutere sui “prossimi passi diretti verso un ulteriore aumento dei costi da sostenere per l'aggressione all'Ucraina […] caratterizzati da ulteriori contributi alla de-escalation”.

Tale sforzo verrà concordato e coordinato con gli osservatori dell’OSCE, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, già pronti a mettere in atto un piano di monitoraggio del cessate il fuoco non senza molte difficoltà. Prima fra tutte l’impossibilità di raggiungere alcune aree come quella di Donetsk, teatro di violenze che ormai vive sotto il fuoco delle armi pesanti inviate dalla Russia, il cui ritiro deciso a Minsk, non è stato ancora avviato.

Tuttavia il vero, grande e più imminente problema da risolvere e a cui bisognerebbe prestare molta più attenzione, è quello dell’emergenza umanitaria che sta raggiungendo proporzioni sempre più preoccupanti in Ucraina dell’Est.

Le condizioni in cui si trovano oggi a vivere gli abitanti della regione del Donetsk e delle aree occupate dai ribelli e dai militari russi sono sempre più precarie. Ciò che manca maggiormente è l’acqua seguita a ruota dai medicinali e dall’attrezzatura medica.

La scorsa settimana l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, insieme all’Unicef e all’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha consegnato oltre 60 tonnellate di aiuti umanitari alla popolazione del Donbass.

Cibo, coperte, vestiti invernali per ripararsi dal freddo e acqua potabile, nonché kit per l’igiene costituiscono la gran parte degli aiuti umanitari fatti pervenire agli sfollati. La popolazione di queste aree è, o forse è meglio dire era, di circa 5 milioni di persone. 600.000 di queste sono riuscite a fuggire dal Paese e a raggiungere Stati confinanti dove sono adesso rifugiati, mentre un milione di loro sono sfollati interni e tra questi più di 130.000 sono bambini.

È sempre più difficile per i medici e gli operatori sanitari riuscire a raggiungere le aree dove quesi sfollati si sono riversati e ammassati a causa del protrarsi degli scontri armati e della violazione del cessate il fuoco che rende la zona controllata dai ribelli del tutto irraggiungibile.

I combattimenti sempre più aspri hanno distrutto non solo le case ma anche le infrastrutture essenziali annullando di fatto l’erogazione dei servizi fondamentali. Il governo legittimo ucraino sta tentando di evacuare le zone più a rischio, trasferendo gran parte della popolazione da quelle più colpite dagli scontri verso aree più sicure ma troppe sono le persone rimaste intrappolate tra i combattimenti.

La garanzia del rispetto del cessate il fuoco è diventata priorità assoluta soprattutto per poter portare aiuti a tutta quella parte di popolazione che non ha in alcun modo accesso alle strutture sanitarie della zona. Le persone affette da HIV non riescono a reperire i medicinali di cui hanno bisogno e la tubercolosi si sta diffondendo a macchia d’olio e colpisce soprattutto i bambini, più deboli e vulnerabili.

Chissà quanto ancora l’Ucraina e la sua gente potranno resistere in queste condizioni ma una cosa è certa: qualcosa va fatto e va fatto subito.

Nessun commento:

Posta un commento