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sabato 21 febbraio 2015

Grecia: sarà chiuso il Cie di Amygdaleza, un passo avanti contro la tortura agli immigrati

Il Garantista
Ora è ufficiale, la Grecia abolirà i centri di identificazione ed espulsione. In particolar modo sarà abolito il famigerato Cie di Amygdaleza, in cui - secondo i media ellenici - negli ultimi giorni i poliziotti si sarebbero organizzati in veri e propri squadroni del terrore per picchiare e torturare gli immigrati.


Cie di Amygdaleza
A confermarlo, sono stati i ministri dell'Immigrazione e della Protezione dei cittadini del nuovo governo Tsipras. Con un comunicato stampa i due ministri hanno anche annunciato altre misure che portano a un radicale cambiamento della politica ellenica verso gli immigrati, facendo seguire subito i fatti a quello che era il programma politico di Syriza illustrato durante la recente campagna elettorale. L'abolizione dei Cie avverrà in maniera graduale.

Le prime azioni punteranno con una scrematura: saranno rilasciati tutti i minori non accompagnati, le donne incinte, i bambini, gli anziani, i malati, le vittime di tortura, le famiglie, i disabili e tutte le categorie più vulnerabili di persone finora detenute.

Coloro che presenteranno problemi di salute, saranno trasferiti in ospedali e strutture sanitarie; inoltre ci sarà la liberazione immediata di tutti i richiedenti asilo e l'abolizione della decisione ministeriale - presa dal precedente governo greco nel 2014 - che permetteva la detenzione nei centri per un periodo superiore ai 18 mesi, aspetto questo che è contrario alle direttive europee in materia; inoltre, per gli immigrati irregolari detenuti nei Cie per più di 18 mesi, ci sarà il conseguente rilascio.

Il passo successivo del governo ellenico sarà la costruzione di una vera e propria l'alternativa ai cie, proponendo l'obbligo di firma in un commissariato di polizia o l'obbligo di dichiarare la propria residenza. Le stesse misure alternative si potranno applicare, secondo la nota dell'esecutivo di Atene, anche ai sans papiers che da ora in avanti vivranno nel paese. Ma non finisce qui.

Il governo Tsipras si prepara a cancellare l'operazione Xenios Zeus, il durissimo piano di intervento della polizia messo a punto dal governo di Antonis Samaras - duramente contestato da Amnesty International e molte altre organizzazioni umanitarie - per combattere l'immigrazione illegale.

Xenios Zeus è stato per molte ong uno dei più violenti interventi contro gli immigrati mai messo in atto in Europa. Il protocollo è stato messo a punto dal vecchio esecutivo di Samaras per coprirsi le spalle a destra nei momenti in cui Alba Dorata viaggiava attorno al 10% nei sondaggi e dava in sostanza mano libera alle forse dell'ordine per bloccare, identificare e trattenere cittadini stranieri. Ordini che tradotti sul campo, si sono trasformati in diversi episodi "di abusi impuniti da parte della polizia", come ha scritto Amnesty International in un rapporto dello scorso aprile

Un esame delle operazioni tra aprile 2012 e giugno 2013 dell'organizzazione umanitaria ha raccontato di oltre 120mila persone fermate e identificate spesso in modo piuttosto brusco su basi puramente razziali. "Le forze dell'ordine sono state usate in modo indiscriminato dalle autorità - aveva detto all'epoca Jezerca Tigani, direttore di Amnesty per l'Europa - Invece di mantenere l'ordine si sono accaniti su gruppi vulnerabili di persone. E le loro azioni non sono state monitorate e perseguite".

Ricordiamo anche che il neo vice ministro della Protezione del cittadino e dell'ordine pubblico - che corrisponde al ministro degli interni nostrano - ha anticipato che la sua prima azione politica sarà la completa abolizione del carcere di tipologia c, una sorta di 41 bis in salsa greca, la detenzione di rigore nei confronti dei detenuti accusati o condannati definitivamente per terrorismo, ma anche dei prigionieri comuni per reati di grave entità.

Queste azioni di governo rischiano però di aprire qualche focolaio di tensione con Anel, il partito di destra - quindi non assolutamente sensibile a queste tematiche - che garantisce a Syriza la maggioranza in Parlamento. Ma non è detto che non trovino voti tra i moderati di centro sinistra per tradurre in legge questi loro intenti di carattere umanitario e di rafforzamento dello stato di diritto.

di Damiano Aliprandi

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