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mercoledì 25 febbraio 2015

Afghanistan: Rapporto Onu; almeno 35% dei detenuti torturato e maltrattato in carcere

Adnkronos
I detenuti afghani continuano a subire torture e maltrattamenti da parte delle autorità penitenziarie. La denuncia arriva dalla Missione delle Nazioni Unite di assistenza all'Afghanistan (Unama), che su 790 detenuti intervistati ha documentato 278 casi di torture o maltrattamenti da parte delle forze delle sicurezza afghane. Vittime di torture anche ragazzi di età inferiore ai 18 anni. Secondo Kabul, sono 27.800 i detenuti nelle carceri dell'Afghanistan.

"Il nuovo studio mostra che il 35 per cento dei detenuti intervistati è stato torturato o maltrattato, contro il 48 per cento dello studio precedente" condotto nel 2011, si legge in un comunicato dell'Unama. Forme di tortura documentata sono l'elettroshock, il pestaggio violento e la torsione dei genitali, denuncia l'Onu. In molti casi, come l'asfissia fino allo svenimento o la costrizione a posture stressanti, le torture non hanno lasciato segni fisici evidenti. Inoltre è una pratica diffusa e documentata la minaccia di violenze sessuale nei confronti di detenuti minorenni.

Nel rapporto diffuso nel 2014, l'Onu ha "trovato la mancanza persistente di impunità". Nel testo redatto nel 2013, era il 43 per cento di detenuti a risultare torturato o maltrattato dalle autorità afghane, mentre nel 2011 gli abusi riguardavano la metà dei prigionieri. Nel 2013 l'allora presidente afghano Hamid Karzai approvò un decreto contro le torture dopo che una squadra da lui incaricata provò la diffusione di maltrattamenti nelle carceri del Paese. Da allora, però, c'è stato solo un caso giudicato dalla magistratura. L'Onu, quindi, denuncia che la sicurezza afghana continua a restare "inadeguata e manca di indipendenza, autorità, trasparenza e capacità". Questo, ha detto la direttrice dell'Unama per i diritti umani Georgett Gagnon, è "motivo di preoccupazione". "L'impunità rispetto alle torture fa sì che le torture continuino", ha detto.

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