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giovedì 29 gennaio 2015

Indonesia - Negato perdono presidenziale, verso nuove fucilazioni di stranieri

MISNA
Nonostante le pressioni internazionali, si avvicinano le esecuzioni di sette cittadini stranieri condannati per reati di droga. Tra questi i due cittadini australiani considerati capi dell’organizzazione di trafficanti “Bali Nine”, imprigionati dal 2005, a cui il presidente Joko Widodo ha negato la grazia.
Oltre a Andrew Chan e Myuran Sukumaran l’avvocatura di stato ha fatto sapere che altri cinque stranieri e quattro indonesiani hanno perduto l’appello. Si tratta di cittadini francesi, brasiliani, nigeriani e del Ghana.

Sono 11 al momento i condannati in procinto di essere portati davanti al plotone d’esecuzione. Una decisioni sulla data e sul luogo non è stata ancora presa, ma le autorità hanno fatto sapere che saranno almeno due quelli coinvolti nella prossima tornata di esecuzioni dopo quella del 17 dicembre 2014 in cui furono fucilati cinque stranieri e un indonesiano. 

Allora, il richiamo degli ambasciatori brasiliano e olandese è stato un avvertimento per possibili altre mosse diplomatiche se le esecuzioni dovessero proseguire, tuttavia il presidente ha nei giorni scorsi confermato che la politica punitiva di Jakarta verso chi si rende colpevole nel paese di crimini connessi con gli stupefacenti proseguirà invariata.

Secondo i dati Onu sono 4,6 milioni i tossicodipendenti in Indonesia e di questi 600mila nella sola area della capitale. Un fenomeno che interessa in maggioranza giovani, spesso studenti e sovente di ceto medio. Il 40% dei 140.000 ospiti delle carceri indonesiane sono condannati o in attesa di giudizio per reati di droga. Per le autorità sanitarie indonesiane, sostanze stupefacenti sono responsabili dell’1% delle morti registrate ogni anno tra gli indonesiani adulti.

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